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Locandina de La Sconosciuta di Giuseppe Tornatore E' un film violento, a volte ingenuo, ma venato di suspence questo "La sconosciuta" di Giuseppe Tornatore, con tratti del cinema di genere, e con un crescendo molto intenso. E' la storia di Irena, giovane donna ucraina che fa la donna delle pulizie. In un bel palazzo dove vivono molte famiglie di orafi, Irena riesce a diventare amica della tata di casa Venacher e poi a sostituirla. Tutto per stare vicino a Tea, una bella bambina che ha i suoi stessi riccioli castani, ma il suo passato di abusi e prostituzione continua a tormentarla, e torna a fare capolino...
"Il dna del film deriva da un fatto di cronaca, letto tanti anni fa su un giornale e che ho ritagliato, come fanno tanti registi. Era la storia di una donna che in complicità con il marito partoriva figli da vendere. Poi la storia è andata in un'altra direzione. Ho scelto il registro del mistero perché non avevo intenzione di fare un film di denuncia, se si vuole denunciare qualcosa si fa un esposto in polizia".
[Da un intervista a G. Tornatore]

Bravissima la bella e sconosciuta ucraina Xsenia Rappoport, e al meglio, per un film interamente Italiano, anche il cast, che comprende Pierfrancesco Favino e Claudia Gerini nel ruolo del padre e della madre di Tea, Piera Degli Esposti in quello della prima tata di casa Venacher, Alessandro Haber viscido portiere del palazzo e Michele Placido nei terribili panni di "Muffa", il protettore violento e vendicativo di Irena. [Visto solo]
 

La prima personale in un museo Italiano di Christopher Williams (Los Angeles, 1956) celebra anche la chiusura della vecchia sede della Galleria d’Arte Moderna di Bologna (1975-2007). Concepita come l’ultima mostra da tenere in questo spazio espositivo, l’intervento di Williams costituisce un progetto che collega il layout della mostra con la sua cornice rappresentata dall’architettura della stessa costruzione e dai suoi tre decenni di mostre: questa è la prima (ed ultima) volta in 15 anni che il visitatore ha accesso al museo dal suo ingresso originario, così riscopre gli itinerari e la disposizione delle masse (e della luce) come erano al tempo in cui il museo fu aperto (1° maggio 1975). E questa, secondo me, è decisamente la parte migliore della visita.

La Galleria d'Arte Moderna di Bologna
Christopher Williams, Kiev 88, 4.6 Ibs. (2.1 Kg) Manufacturer: Zavod Arsenal Factory, Kiev, Ukraine. Date of production: 1983-87
Douglas M. Parker Studio, Glendale, California. March 28, 2003 (NR. 1, 2, 3)

Il lavoro artistico di Williams si posizione in un punto di incontro ideale fra l’Arte Concettuale degli anni ’60 e ’70, preoccupata di decostruire criticamente gli strumenti e il contesto dell’azione artistica, e il recupero di strategie neo-concettuali tipico delle recenti generazioni di artisti che hanno cominciato ad emergere all’inizio degli anni ’90. Questa è la definizione accademica del suo lavoro, ma costituisce anche l’imperdonabile limite di questa mostra piuttosto piatta: appesa fra concetti decontestualizzati e estetismi architetturali, ogni singolo suo elemento è solo un altro noioso passo verso l’intero assieme, ovvero una camminata integralmente noiosa fra gli altrimenti mozzafiato corridoi progettati originariamente dal grande architetto Leone Pancaldi.

La Galleria d'Arte Moderna di Bologna
Davide Gazzotti - I corridoi della Galleria D'Arte Moderna di Bologna - Gennaio 2007

[Visitata alla GAM di Bologna con Alessia, Angela, Eva and Francesca on January 25th 2007]
 
di davide del 23/01/2007 in Cinema,  1478 link
Lavorare con lentezza: nessun premio e nessun successo per il primo grande film Italiano di Guido Chiesa. Leggi su Wikipedia.
Da CentralDoCinema:
Affresco generazionale in miniatura, “Lavorare con lentezza - Radioalice 100.6 MHz''” è la rappresentazione del cambiamento, o meglio il tentativo di rappresentare ciò che si voleva cambiare negli anni ’70: la politica, le regole sociali, il lavoro come sacrificio, la mentalità di una generazione. Ma è anche il film dell’autoaffermazione, dell’idea marxista dell’ozio esistenziale, della volontà di riappropriarsi del tempo.
Leggi anche su gli Spietati.
 
Luigi Milani di False Percezioni pubblica una chiacchierata con Antonella Beccaria intitolata L'informazione tradita. Diversi gli argomenti affrontati: il modo in cui i giornali hanno tratto il caso di Rignano Flaminio, l'atteggiamento dei blog di fronte a storie di straordinaria isteria a mezzo stampa, pressioni e attendibilità su web e altro ancora.
(via Antonella Beccaria)
Fa scandalo Sex Crimes and the Vatican, un documentario della BBC sui preti pedofili. Se ne parla molto anche in Italia perchè è stato finalmente pubblicato sul web coi sottotitoli in Italiano. Dura tre quarti d'ora. Solo ieri è stato visto 60'000 volte.
(via Generazione Blog)
 
Quello che gli uomini non dicono / Selon Charlie (2006)"Un boomerang segna la sua traiettoria in cielo e, a seconda di come viene lanciato, torna indietro oppure no." Ai protagonisti di Selon Charlie (2006), film corale dell'attrice e regista Nicole Garcia, quello che non torna è il bilancio della propria vita: tutti devono affrontare i propri fallimenti, anche quelli che per anni si speravano rimossi. Fallimenti personali, sentimentali, famigliari, emotivi, sociali, sportivi e professionali: tanti i temi abbozzati, come oggi va di moda fare, troppi per analizzare in profondità personaggi in situazioni di passione, non-amore, carriera, politica, malavita, consolazione, spiritualità e religione, omosessualità...
Solo alla fine tutto torna: c'è un bambino che ha il coraggio di svelare la verità rendendo evidente quello che gli adulti facevano finta di non vedere, e, nell'ultima sequenza, riesce a far ritornare il boomergang.

Locandina QUello che gli uomini non dicono

Criticato come pretenzioso e troppo esplicitamente metaforico (la scoperta dell'uomo preistorico Dirk, che pone domande sulla solitudine dell'uomo, la parabola del boomerang che infine torna indietro, etc.), in definitiva noioso, a me questo film invece è davvero piaciuto molto.
Se ci dimentichiamo di nuovo delle solite superficiali traduzioni della distribuzione italiana, col terribile titolo utilizzato (leggi anche di The Eternal Sunshine of The Spotless Mind), e con l'ancor più disarmante pay-off "il film che tutte le donne dovrebbero vedere", in realtà le piccole storie di questi piccoli personaggi di provincia non sono tristi, anzi ci vorrebbero indicare come semplici, ma intense, sono le vere gioie della vita. Il presonaggio più stupefacente? Severine, la bella giovane amante del sindaco, che ha la sfrontatezza di dire sempre le cose come stanno e di soggiogare con dolcezza e femminilità il suo superficiale uomo.
In conclusione, magari ci fosse in Italia un'industria del cinema della qualità di quella francese, che, anche quando sforna film che non saranno capolavori assoluti, riesce a colpire al cuore con intensità e sensibilità. Il cinema di casa nostra, invece, si deve accontentare di sovraesporre gli adolescenziali Muccino, Brizzi e Scamarcio, o, alla meglio, il solito ripetitivo buon Ozpetek.
Ci vorrebbe più poesia anche nel nostro cinema, più Crialese per tutti, insomma.
 
Cristina DonàIl mio cardiofrequenzimetroPochi giorni fa è uscito l'ultimo bel disco di Cristina Donà, ma riascolto tuttora spesso i suoi primi folgoranti lavori ("Tregua" e "Nido") realizzati nel contesto creativo dei primi anni 90, in quel subbuglio del rock Italiano che stava producendo la Mescal Records.
E domani è il suo quarantesimo compleanno: auguri Cristina : - )
Proprio ieri, come cantava Cristina in "Triathlon", ho registrato il mio battito minimo... mi devo preoccupare?

"Cristina Donà è la più grande cantautrice italiana e lo è suo malgrado. Perché, come accade a certi grandi artisti, se all'origine dell'espressione creativa non ci fosse un'esigenza profonda di verità su se stessi e sulla vita che si vive, la loro natura li avrebbe condotti ad altre occupazioni, forse più semplici e tranquillizzanti. E, invece, scrivere canzoni e cantare per Cristina Donà ha a che fare con un desiderio insopprimibile di vederci chiaro e di capire come debba essere vissuta questa vita che sembra scapparci da tutte le parti." - (Stas' Gawronski, critico letterario, dal sito di RaiLibro)
So che un braccio dopo l’altro
porterò a destinazione
questo corpo calpestato
dalle tue rigide mancanze.
Ho attraversato giorni da diluvio universale,
ora so scivolare sull’acqua...è una questione orizzontale.
Scivolerò sui tuoi rimpianti
mai pianti con me.
Scivolerò, ma il tuo amore dov’ era?
Tengo al minimo il battito,
controllo che il respiro non ceda.
Tengo al minimo il battito,
controllo che il respiro mi segua.
La ruota davanti m’implora di non insistere con la pressione.
Il cuore sul manubrio
sembra pronto a decollare.
Hai trasformato pianure in salite devastanti,
ora tornerò a sognare coi miei occhi scintillanti.
Aumento la distanza, il vantaggio su di te
e non aspetto che qualcun altro provveda.
Tengo al minimo il battito,
controllo che il respiro non ceda.
Tengo al minimo il battito,
controllo che il respiro mi segua.
I piedi toccano terra, comincerà la resurrezione.
E’ l’ultima parte di fuga, vedo la polvere che si solleva.
Fuori da un passato confuso con dentro l’alibi di una visione,
continuerò la corsa, ma non sono più preda.
Tengo al minimo il battito,
controllo che il respiro non ceda.
Tengo al minimo il battito,
controllo che il respiro mi segua

Cristina Donà - "Triathlon" da "Dove sei tu" - 2003

Il sole a settembre mi lascia vestire ancora leggera, il fiume riposa negli argini aperti di questa distesa.
Tu mi dicevi che la verità e la bellezza non fanno rumore: basta solo lasciarle salire, basta solo lasciarle entrare.
E' tempo di imparare a guardare. E' tempo di ripulire il pensiero. E' tempo di dominare il fuoco. E' tempo di ascoltare davvero.
L'amore a settembre mi ha fatto sentire ancora leggera. Il giorno sprofonda nei solchi bruciati di questa distesa.
Tu lo sapevi che nessuna gioia nasce senza un dolore? Basta solo farlo guarire, basta lasciarlo entrare.
E' tempo di imparare a guardare. E' tempo di ripulire il pensiero. E' tempo di dominare il fuoco. E' tempo di ascoltare davvero. E' tempo di imparare a cadere. E' tempo di rinunciare al veleno. E' tempo di dominare il fuoco. E' tempo di ascoltare davvero.
L'amore a settembre mi ha fatto sentire ancora leggera.

Cristina Donà - "Settembre" da "La quinta stagione" - 2007
 
Sta rimbalzando per la blogsfera, e, come leggo da Antonella Beccaria, è giusto unire le proprie voci per chiarire che:
di uno straccio di laicità c’è bisogno dato che la laicità dello stato, al momento, è avvolta da un sudario. E l’iniziativa di Axel, DICO Sì, è un ulteriore modo per ribadire che:
equiparare i DICO e le convivenze civili tra cui si ama con la pedofilia e l’incesto, mi sembra francamente troppo!
[...]
In ogni caso dico no a questa Chiesa impicciona, che fa politica, che dice cosa i politici credenti dovrebbero votare, a dispetto dei Patti con lo Stato Italiano.
Credo che i blogger italiani possano dire la loro, manifestando il loro dissenso per questo comportamento inaccettabile e estremista.

Per aderire alla proposta di Axel, DICO Sì, si possono prendere il banner o l’antipixel e pubblicarlo sul proprio blog.
Penso che solo indirizzando opportunamente il cinque per mille e reimpossessandosi dell'otto per mille, solo minacciando revoca a furor di popolo dei Patti lateranensi, quindi toccando la chiesa nel portafoglio, la situazione può stabilizzarsi. Il controllo della chiesa romana cattolica sulla politica italiana secondo me serve proprio a scongiurare una possibile revisione dei "patti", piuttosto che davvero a evitare che persone che si amano possano legalizzare la loro unione.
 
E' stato distribuito e presentato a vari festival nel 2001 "War Photographer" di Christian Frei, che ha seguito James Nachtwey, il più famoso fotografo di guerre al mondo, per un paio di anni.
Particolare l'utilizzo per la prima volta proprio in questo reportage di una telecamera montata sulla fotocamera di Nachtwey per simulare la stretta visione possibile al fotografo inquadrando le concitate scene di guerra. Anche questo fattore, oltre che alle qualità del lavoro del fotografo in questione, e alla pericolosità dei momenti delle riprese durante la guerriglia palestinese, ha contribuito a rendere famoso questo documentario che per altri versi appare un po' demagogico e filmograficamente perfettibile.
Ecco un frammento di 4 minuti disponibile on-line:
In questo frammento Nachtwey filosofeggia impersonando le vesti un po' messianiche di chi il fotogiornalista lo fa per salvare il mondo:
"Why photograph war? Is it possible to put an end to human behavior which has existed throughout history by means of photography? The proportions of that notion seem ridiculously out of balance yet that very idea has motivated me." - James Nachtwey

Il suo ruffiano filosofeggiare, e la fama planetaria meritatamente guadagnata da Nachtwey sul campo per la qualità fotografica del suo lavoro, e riflessa in questo documentario, gli sarebbero valse il premio TED 2007.
Proprio di Nachtwey è l'immagine scelta per accompagnare l'articolo precedente "Convenzioni e fotogiornalismo: l'amara ironia di un certo modo di documentare le crudeltà del mondo" sulla effettiva utilità sociale della fotografia di guerra e carestia.

UPDATE 26 maggio 2007:
Segnalo il sito dedicato il film "War Photographer", e l'avvenuta distribuzione su DVD con sottotitoli anche in Italiano, presente ad esempio sul listino du amazon.
 
John GiornoJohn Giorno (nato a New York nel 1936) è uno dei più noti poeti e performance artist dell'area sperimentale americana.
Nel 1968 fondò il Giorno Poetry System Institute, una struttura destinata a promuovere lo sviluppo della comunicazione tra poeti e pubblico, e l'anno successivo avviò, presso il Modern Art Museum di New York ed in numerose altre sedi, un servizio denominato Dial-A-Poem, attraverso il quale, componendo alcuni numeri telefonici, era possibile ascoltare cinque minuti di poesia. Un'interessante iniziativa parallela a questa è stata Dial-A-Poem Poets, una vera e propria "rivista orale" costituita da una collana di dischi in vinile che presentava, tra l'altro, il meglio del panorama internazionale della poesia sonora.

Ha realizzato programmi radiofonici, pubblicato versi su scatole di fiammiferi, magliette, tendine da finestra, tavolette di cioccolata, ecc. Performer di notevole impatto sul pubblico per la sua presenza scenica e le sue qualit vocali, svolge anche attivit di attore. Nel 1963 ha lavorato nel film di Andy Warhol Sleep, ed ha collaborato anche con William Burroughs.
E' anche un attivista a favore della lotta contro l'AIDS.

Su ubu.com si trova una compilation di sue pubblicazioni audio di notevole impatto, mentre da non perdere l'ottimo video di "Just say no to family values" dove Giorno recita diretto nel 2005 da Antonello Faretta: l'artista newyorkese tramite il paradosso dei suoi versi sembra irridere al clamore tutto Italiano innescato dalle polemiche sui DICO. Questo video risulta proprio in tema con il Family Day prossimo venturo.
In effetti, risulta essere l'ennesima istrionica modalità di dissenso, però sarà sufficiente "fare all'amore e praticare la compassione"?

JUST SAY NO TO FAMILY VALUES

On a day when
you're walking
down the street
and you see
a hearse
with a coffin,
followed by
a flower car
and limos,
you know the day
is auspicious,
your plans are going to be
successful;
but on a day when
you see a bride and groom
and wedding party,
watch out,
be careful,
it might be a bad sign.

Just say no
to family values,
and don't quit
your day job.

Drugs
are sacred
substances,
and some drugs
are very sacred substances,
please praise them
for somewhat liberating
the mind.

Tobacco
is a sacred substance
to some,
and even though you've
stopped smoking,
show a little respect.

Alcohol
is totally great,
let us celebrate
the glorious qualities
of booze,
and I had
a good time
being with you.

Just
do it,
just do it
just don't
not do it,
do it.

Christian
Fundamentalists,
and fundamentalists
in general,
are viruses,
and they're killing us,
multiplying
and mutating,
and they destroying us,
now, you know,
you got to give
strong medicine
to combat
a virus.

Who's buying?
good acid,
I'm flying,
slipping
and sliding,
slurping
and slamming,

I'm sinking,
dipping
and dripping,
and squirting
inside you;
never
fast forward
a cum shot;
milk, milk,
lemonade,
round the corner
where the chocolate's made;
I love to see
your face
when you're suffering.

Do it
with anybody
you want,
whatever
you want,
for as long as you want,
any place,
any place,
when it's possible,
and try to be
safe;
in a situation where
you must abandon
yourself
completely
beyond all concepts.

Just say no
to family
values.

We don't have to say No
to family values,
cause we never
think about them;
just
do it,
just make
love
and compassion.

John Giorno, 1995

 
di davide del 31/01/2007 in Blogging,  1425 link
Avevo iniziato per gioco su MySpace, ma ora ci sto prendendo gusto... quasi quasi me lo prescrivo : - )
 

Sdoganata anche dalle corti di giustizia, la popolare espressione "vaffanculo" non è più da considerarsi offensiva, e il "V-day" è uscito dal blog di Beppe Grillo e dal web per esplodere nelle piazze italiane, con decine di migliaia di fan in carne ed ossa con le dita della mano messe a "V".
Semplici cittadini che avrebbero la sacrosanta e semplice esigenza di vivere in un "un paese più pulito" e che in due mesi hanno organizzato l'evento del V-day partendo dal basso, partendo dal web.

L'iniziativa, in un pericoloso bilico fra populismo e politica, fra demagogia e spettacolo, è stata lanciata il 26 giugno a Bruxelles davanti al Parlamento europeo, e in pochissime ore ha raccolto più di 300 mila firme per una legge che faccia uscire dal Parlamento i 25 deputati condannati in via definitiva, e più in generale impedisca l'ingresso e la permanenza quasi a vita in Parlamento di politici di professione che autoreferenzialmente rappresentano solo la casta di cui fanno parte.
Il V-day organizzato da Grillo è la dimostrazione che oggi esiste, e ha una sua forma fisica, il partito dell'antipolitica: persone comuni, per lo più giovani, che invadendo Bologna (e altre decine di piazze italiane e straniere) lanciano un segnale importante di disagio sociale.

Beppe Grillo compare sornione come solito verso le quattro e mezzo, si dà un'occhiata intorno e dice: "Questa è una nuova Woodstock, la Woodstock della gente per bene". Poi snocciola uno per uno i nomi dei 25 deputati "da cacciare immediatamente da Camera e Senato", ed è un trionfo.

Il filo conduttore degli interventi di Grillo è: un paese più pulito, la politica che "deve tornare in mano ai cittadini e non ai segretari di partito", la ricerca di energie compatibili, "la necessità di aprire il tombino e fare uscire la puzza". L'ambiente e l'abolizione dei privilegi della classe politica, soprattutto.

Sul palco si alternano artisti come Ligabue, Alessandro Bergonzoni e Biagio Antoniacci che gli dicono: "Non fermarti". E giornalisti come Massimo Fini e Marco Travaglio a fornire importanti informazioni che non possono circolare sui media mainstream. Ma ci sono anche interventi tragi-comici come quello della brava Sabina Guzzanti. Lo appoggiano, a distanza, i ministri Di Pietro (che ha già presentato una legge simile a quella che chiede il popolo di Grillo) e Alfonso Pecoraro Scanio che ha messo a disposizione EcoTV per la diretta da piazza Maggiore: l'unico canale televisivo che trasmette l'evento arrivato fin qui, va detto, nella quasi totale indifferenza dei mezzi di comunicazione.

A margine, la polemica dell'assessore cittadino agli Affari istituzionali, l'ex magistrato Libero Mancuso: "Ho lasciato la piazza perché hanno insultato il nome e la memoria di Marco Biagi e di altri esponenti politici". La verità è invece che è stata fischiata, assieme la video che segue, la legge che porta il nome di una vittima innocente del terrorismo, non certo la memoria di un uomo che ha tragicamente pagato con la vita le sue sacrosante opinioni e le sue apprezzabili attività di giuslavorista. Ma è facile strumentalizzare certe situazioni per prendere subito le distanze da un evento forse troppo scomodo...


O vogliono dirci che non si può fischiare una legge sbagliata per l'Italia dell'inizio del terzo millennio solo perchè il suo autore è stato barbaramente ucciso in un omicidio di stato?

Alla fine Grillo parla di "evento straordinario". Il ministro "per l'attuazione del programma" Giulio Santagata lo accusa: "sta organizzando un suo partito, una sua lista?" La risposta di Grillo è secca: "Non hanno capito niente. I partiti sono incrostazioni della democrazia. Bisogna dare spazio ai cittadini. Alle liste civiche. Ai movimenti. Viviamo in partitocrazia, non in democrazia" "Eppoi a che serve il 'ministero per l'attuazione del programma'? Metteteci una segretaria e risparmiateci questi inspiegabili sprechi...".

Almeno due dei tre punti in oggetto (negare ai condannati il diritto di rappresentare il popolo, impedire alle segreterie dei partiti di nominare di straforo i candidati senza passare attraverso il vaglio degli elettori) sono molto difficilmente liquidabili come "qualunquisti". Esprimono, al contrario, un'insofferenza per larga parte condivisibile e condivisa da milioni di italiani, molti dei quali (senza bisogno di vaffanculo) hanno appena fatto la coda per il referendum Segni contro questa indecorosa legge elettorale proprio perché non sopportano più il piglio castale e l'autoreferenzialità malata delle varie leadership di partito. E chiedono la partecipazione diretta dei cittadini alla scelta della propria classe dirigente.

Michele Serra su Repubblica.it
UPDATE 9/9/2007: come scrive fede mello sullo Spettro, "Alla fine, ammetti, a Grillo va detto anche “grazie!”, grazie perché ha dato voce al popolo della rete, ad un Italiano del terzo milennio, sottorappresentato dalla politica ufficiale e piuttosto incazzato per un’Italia che non cambia mai. Un Italiano, però, che c’è, e ci vuole essere, e pretende di più.".
 

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01/01/2007 - Il più completo portale Italiano sull'arte contemporanea - Undo.Net
01/01/2007 - Quadrimestrale Italiano di arte e fotografia - aroundphotography
27/09/2006 - Un grande cantautore Italiano - Gian Maria Testa
"
Io non sono un artista. Artisti sono quelli che, dopo il loro passaggio, il mondo non è più stato uguale a prima, come Van Gogh o Mozart. Io sono solo uno che utilizza le canzoni per esprimere cose che non so dire in altro modo.

Gianmaria Testa
"
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